Il conflitto in Medio Oriente continua a premere sull’inflazione, per cui ieri la BCE ha deciso di innalzare i tassi di 25 punti base.
La Banca Centrale Europea (BCE) nella riunione di ieri ha stabilito un rialzo dei tassi di interesse dello 0,25%.
Pertanto, i tassi sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale saliranno, rispettivamente, al 2,50%, al 2,65% e al 2,90%, a partire dal 16 settembre prossimo.
Il perdurare del conflitto in Medio Oriente, secondo le previsioni del board di Francoforte, manterrà l’inflazione al disopra dell’obiettivo agognato del 2% ancora per un lungo periodo, quindi è stata presa la decisione di aumento dei tassi.
Dopo la stabilità di luglio e il rialzo di giugno, la seduta della BCE avvenuta ieri ha rimesso mano ai tassi, considerando che le stime sull’inflazione sono invariate per l’anno in corso, ma in crescita per il 2027 e il 2028.
L’analisi di Francoforte è anche rivolta alle prospettive di ribasso della crescita economica, oltre che, ovviamente, perdurando il conflitto mediorientale, all’impatto dello shock energetico, di cui sono stati valutati vari possibili esiti relativi all’intensità e alla durata.
La Presidente della BCE Christine Lagarde ha ribadito la strategia complessiva, che, come sempre, sarà basata sui dati e sulle decisioni prese di volta in volta, per una politica monetaria che orientata alla stabilizzazione dell’inflazione al 2% a medio termine.
Adesso sarà importante osservare come la decisione di rialzo dei tassi, basata principalmente sul conflitto mediorientale in corso, impatterà sui mutui.
A questo proposito, ti segnalo il post che ho pubblicato a fine luglio scorso, riguardo al rapporto dell’Agenzia delle Entrate sull’andamento dei mutui nel 2025.
Per rimanere aggiornato su tutte le dinamiche del mercato immobiliare, puoi leggere i miei post nella categoria dedicata.
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