Conflitto in Medio Oriente, inflazione su: la Bce rialza i tassi
Il conflitto in Medio Oriente continua a premere sull’inflazione, per cui ieri la BCE ha deciso di innalzare i tassi di 25 punti base.
Sono agente immobiliare e svolgo il ruolo del mediatore, favorendo su un terreno comune l’incontro tra persone che, pur partendo da obiettivi diversi, possono raggiungere la propria soddisfazione.
Il conflitto in Medio Oriente continua a premere sull’inflazione, per cui ieri la BCE ha deciso di innalzare i tassi di 25 punti base.
Il capitale finanziato nel 2025 per i mutui nel settore residenziale arriva quasi a toccare la quota di 50 miliardi di euro.
La Banca Centrale Europea rimane molto attenta all’incerto scenario internazionale, ma ieri ha lasciato i tassi inalterati.
Per fronteggiare il rischio di un’inflazione al rialzo e di una crescita economica al ribasso, ieri la BCE ha deciso di alzare i tassi.
Il Rapporto dell’Agenzia delle Entrate sul 2025 evidenzia le 767mila transazioni abitative, in crescita del 6,4% rispetto al 2024.
La BCE è concentrata sulla durata dello shock energetico, per valutare quanto potrebbe incidere su inflazione e crescita.
I dati dell’ABI relativi a marzo 2026 evidenziano una leggera discesa del tasso medio sui nuovi mutui per l’acquisto di case.
La BCE ieri ha mantenuto i tassi invariati, ma c’è forte attenzione ai possibili scenari derivanti dalla guerra in Medio Oriente.
Il 2026 per la BCE inizia con l’invarianza dei tassi di riferimento, visto il percorso stabile dell’inflazione verso l’obiettivo del 2%.
Alla Banca Centrale Europea si chiude il 2025 con l’ulteriore decisione di lasciare immutati i tassi di interesse.