Con un’inflazione di fondo rimasta sostanzialmente stabile, la BCE ieri ha deciso di non toccare i tassi di interesse.
Nella seduta tenutasi ieri, la Banca Centrale Europea (BCE) ha lasciato inalterati i tassi di interesse.
Quindi, i tassi sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale rimangono, rispettivamente, al 2,50%, al 2,65% e al 2,90%.
La Presidente della BCE Christine Lagarde – che ieri ha anche annunciato le sue dimissioni a partire dal prossimo 7 febbraio – ha affermato che “sebbene lo shock energetico stia ancora manifestando tutti i suoi effetti, finora l’inflazione di fondo è rimasta sostanzialmente stabile e le retribuzioni non hanno reagito in maniera significativa in questa fase”.
C’è comunque consapevolezza dell’impatto dello shock energetico, la cui durata ed entità potrebbe portare ad un rialzo dell’inflazione e ad un calo della crescita, ad ogni modo la BCE ha confermato che l’approccio sul costo del denaro continuerà ad essere guidato dai dati.
Pertanto, a questo punto, sarà interessante osservare cosa deciderà il board di Francoforte nell’ultima seduta del 2026, che avverrà il prossimo dicembre, a seconda se l’inflazione sarà riscontrata ancora stabile oppure in significativa crescita.
I tassi di interesse stabiliti dalla BCE impattano sull’evoluzione dei prestiti: a questo proposito, ti segnalo il post che ho pubblicato a fine luglio scorso, riguardo al rapporto dell’Agenzia delle Entrate sull’andamento dei mutui nel 2025.
Se vuoi tenerti aggiornato sulle dinamiche del mercato immobiliare, puoi consultare i miei post nella categoria dedicata. ______________________________________________________





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