Una sentenza della Corte costituzionale corregge alcune norme della legge dell’Emilia-Romagna sulle locazioni brevi.
Con la Sentenza n. 164/2026, la Consulta ha accolto il ricorso del Presidente del Consiglio dei Ministri in merito agli articoli 4 e 5 della legge numero 10/2025 dell’Emilia-Romagna.
L’articolo 4 prevedeva la creazione di una specifica destinazione d’uso urbanistica, denominata locazione breve, “assoggettando quindi a titolo edilizio il mutamento d’uso di un’unità immobiliare da diversa categoria funzionale verso la destinazione locazione breve”.
Nell’articolo 5, era invece prevista la possibilità, per i Comuni, di individuare ambiti territoriali in cui sottoporre la locazione breve a determinate condizioni.
La Consulta ha ritenuto infondato il ricorso proposto per violazione della competenza statale in materia di tutela della concorrenza, mentre ha accolto quello relativo alla violazione degli articoli 3 e 41 della Costituzione.
La Corte costituzionale ritiene meritevole di protezione la limitazione dell’overtourism, ma nell’articolo 4 della norma dell’Emilia-Romagna ha colto una sproporzione, dato che si parla dell’intero territorio regionale.
Nello stesso articolo, inoltre, è stata colta una “disparità irragionevole” tra i gestori di locazioni turistiche e quelli di strutture ricettive extra-alberghiere, visto come l’obbligo di passaggio dalla destinazione residenziale a quella turistico-ricettiva sia a carico solo dei primi, nonostante la loro attività possa essere anche sporadica, mentre le strutture extra-alberghiere “devono essere gestite in forma imprenditoriale ma possono conservare la destinazione residenziale”.
Dichiarata l’illegittimità degli articoli 4 e 5 della legge 10, la regione Emilia-Romagna stabilirà se e come intervenire in merito.
È chiaro che la sentenza della Corte costituzionale va a creare un riferimento a livello nazionale sul tema delle locazioni brevi.
Il fenomeno dell’overtourism tocca diverse città e territori in Italia e, in alcuni casi, singoli quartieri di una metropoli. Pertanto, il pronunciamento della Consulta offre un punto di riferimento, considerando che i limiti all’overtourism sono legittimi, ma vanno attuati in “zone circoscritte”.
Allo stesso modo, la differenza di trattamento tra gestori di locazioni turistiche e strutture extra-alberghiere è stata considerata illegittima, in ossequio al dettato costituzionale che sancisce l’uguaglianza tra i cittadini e la libertà dell’iniziativa economica privata.
A questo punto, le indicazioni della Consulta sulla legge dell’Emilia-Romagna formano un ulteriore tassello sul complicato percorso verso un equilibrio tra la proposta di locazioni turistiche e la gestione delle politiche abitative.
Sono numerose le Istituzioni che di recente hanno fornito indicazioni sul tema: tra queste, l’Unione Europea ha proposto limitazioni agli affitti brevi, mentre Roma Capitale ha inserito l’argomento nell’ambito del Piano Regolatore comunale.
Come sempre, avrò cura di aggiornarti su ulteriori novità a riguardo, pubblicando nuovi post qui sul mio blog.
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