Nel mercato immobiliare italiano si avvicina la fase caratterizzata dal passaggio generazionale di milioni di abitazioni.
Il valore del patrimonio abitativo italiano è posseduto quasi per metà dagli ultrasettantenni.
È quanto emerge da due articoli pubblicati nel maggio scorso dal Sole 24 Ore, contenenti le analisi compiute dalla giornalista Paola Dezza e da Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, che hanno elaborato dati e numeri di Agenzia delle Entrate, Istat e Banca d’Italia.
Si tratta di uno scenario in cui il passaggio generazionale assume valori e significati a dir poco importanti.
Il passaggio generazionale: le cifre
Nell’analisi compiuta da Paola Dezza e Mario Breglia si legge che, a fronte di un patrimonio abitativo italiano dal valore complessivo di 5.663 miliardi di euro (vedi il mio post del febbraio scorso), gli over 70 ne possiedono quasi la metà (il 48%), vale a dire 2.720 miliardi.
I proprietari 51-70enni sono proprietari di abitazioni per un valore pari a 1.830 miliardi di euro, i 31-50enni per mille miliardi.
Gli under 30 possiedono il 2% della cifra totale, corrispondente a 113 miliardi di euro, di cui 105 miliardi in mano ai 21-30enni mentre i rimanenti 8 miliardi appartengono ai giovani fino a 20 anni.
C’è da considerare che, in base ai dati Istat, le abitazioni in Italia sono 35,2 milioni (vedi il mio post dedicato).
Il patrimonio abitativo e la sua composizione
I milioni di case possedute dagli italiani che hanno dai 70 anni in su sono perlopiù molto grandi, in quanto risentono delle politiche abitative dell’epoca, in cui le famiglie erano mediamente più numerose (e c’era anche una maggiore stabilità del lavoro).
Molte di queste abitazioni stanno nelle grandi città, ma Breglia sottolinea come nelle aree interne del nostro Paese ci siano più di un milione di case a proprietà indivisa tra componenti dello stesso nucleo familiare.
Dezza e Breglia sottolineano l’importanza del dare valore a questo enorme mole di immobili che saranno frutto del passaggio generazionale.
Va infatti tenuto conto che si tratta, in parte, di immobili molto grandi e da ristrutturare, e per i quali c’è anche da tener conto della questione fiscale, delle spese condominiali e di gestione.
Va studiata anche la collocazione, a seconda che si tratti dei centri di grandi città o di aree periferiche o interne, per comprendere che tipo di mercato si potrebbe prospettare in caso di rivendita o locazione.
In prospettiva
Considerando come in Italia le abitudini familiari, abitative e lavorative siano cambiate negli anni, questo passaggio generazionale di milioni di case andrà affrontato con la massima cura, al fine di sviluppare nella maniera migliore quello che tantissimi nuovi proprietari andranno a dover e poter gestire.
Come spiego nei post nella categoria del mio blog dedicata alla relazione con le persone per cui opero come agente immobiliare, si tratta di prendere coscienza di molti aspetti personali, familiari, economico-finanziari, professionali.
Non di meno, se si vuole vendere o locare l’immobile, vanno studiate con attenzione le dinamiche del mercato immobiliare, ponendo attenzione al rapporto costi/benefici, in base agli obiettivi che si desidera raggiungere.
Per patrimoni che vanno oltre il singolo immobile, potrei proporre soluzioni mirate con lo strumento del Trust, per proteggere e valorizzare nel tempo ciò che si possiede, facendo in modo che, da potenziale peso inerte e non produttivo, esso diventi un produttore di reddito per sé e i propri cari.
Il valore immobiliare di 2.720 miliardi di euro in mano agli over 70 costituisce, quindi, una grande sfida a livello nazionale e, per le singole persone che man mano ne prenderanno possesso, un compito denso di responsabilità e (soprattutto) di opportunità, se la questione viene ben gestita, guardando al futuro con realismo e ottimismo allo stesso tempo.
Se desideri una consulenza specifica,
puoi contattarmi al 3397671070
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