Il rapporto Banca d’Italia-Istat sulla ricchezza delle famiglie italiane evidenzia un’ulteriore crescita del valore delle abitazioni.
È stato pubblicato alla fine dello scorso mese di gennaio il consueto rapporto di Banca d’Italia e Istat “La ricchezza dei settori istituzionali in Italia”, aggiornato al 2024.
I settori istituzionali considerati nel rapporto della Banca d’Italia e dell’Istat sono: famiglie, società finanziarie e non e amministrazioni pubbliche.
I dati contengono, tra l’altro, uno sguardo specifico sulla ricchezza delle famiglie italiane.
Nella pubblicazione le famiglie sono così definite:
Il settore comprende le famiglie consumatrici (individui o gruppi di individui nella loro qualità di consumatori) e le famiglie produttrici (imprese individuali, società semplici e di fatto, produttrici di beni e servizi non finanziari destinabili alla vendita, che impiegano fino a 5 addetti; unità produttrici di servizi ausiliari dell’intermediazione finanziaria senza addetti dipendenti). In generale, è allocata alle famiglie produttrici qualsiasi attività che le famiglie svolgono per il mercato, quindi anche l’attività di locazione di immobili, residenziali e non residenziali, di proprietà dei singoli individui. Nella presente pubblicazione le famiglie includono anche le istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie.
A fine 2024 il valore netto della ricchezza delle famiglie italiane è risultato pari a 11.732 miliardi di euro, in crescita di 446 miliardi rispetto all’anno precedente. Questo valore è dato dalla somma di attività non finanziarie (abitazioni, terreni, ecc.) e finanziarie (depositi, titoli, azioni, ecc.), al netto delle passività (prestiti a breve, medio e lungo termine, ecc.).
Pur raggiungendo anche nel 2024 i livelli più elevati dal 2005, la ricchezza netta è stata ancora inferiore del 5% a confronto con quella del 2021, a causa della forte inflazione del 2022.
L’aumento delle attività non finanziarie delle famiglie è stato di +124 miliardi, per un totale di 6.761 miliardi di euro.
Le abitazioni hanno trainato questa crescita, con un valore di 5.662 miliardi di euro nel 2024, di poco inferiore al valore massimo ottenuto nel 2011 (5.701 miliardi), con un recupero del calo di oltre 7 punti percentuali osservato tra il 2012 e il 2018.
Il valore degli immobili non residenziali, con un ammontare di quasi 700 miliardi di euro, è aumento dell’1,2%, in linea con quanto avvenuto negli ultimi tre anni.
Il quadro complessivo della ricchezza delle famiglie italiane continua, quindi, a offrire una visione incentrata soprattutto sulle abitazioni (il 44,3% del totale), il cui valore è in crescita, pur risentendo ancora degli effetti del fenomeno inflattivo.
Si tratta, comunque, di un patrimonio che, nell’insieme, ha una sua costanza, raffrontato con quanto emerso nel 2005, laddove le abitazioni già costituivano la fetta più importante della ricchezza delle famiglie (46,3%).
Considerando che l’inflazione da diversi mesi è tenuta sotto controllo e, allo stesso tempo, sono note e tuttora foriere di alcune preoccupazioni le tensioni geopolitiche mondiali, in Italia è stabile, e con segnali di incremento di valore, l’attenzione rivolta all’investimento immobiliare abitativo.
Se vuoi conoscere nel dettaglio le dinamiche del mercato immobiliare nel nostro Paese, puoi leggere i miei post nella categoria dedicata.
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