Il Governo ha approvato di recente il Documento Programmatico di Finanza Pubblica, base per la nuova Legge di Bilancio.
Il Documento Programmatico di Finanza Pubblica
Il 2 ottobre scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP), proposto dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti.
Nel Documento Programmatico sono gettate le basi delle linee politiche economico-finanziarie del Governo, che sfoceranno poi nella Legge di Bilancio per il 2027.
Il Ministro Giorgetti ha parlato di un contesto complesso a causa di inflazione e tassi di interesse, ma nel DPFP si parla comunque di una crescita al rialzo per il 2026 pari all’1%, con un rapporto deficit/Pil del 2,9%.
Nel DPFP ci sono diversi aspetti inerenti al mondo immobiliare, che riassumo in sintesi a seguire.
La variazione catastale degli immobili riqualificati
Il Documento Programmatico segnala che, nel secondo trimestre 2026, sono state inviate lettere di invito alla compliance catastale, riguardanti circa 21.600 immobili sottoposti a interventi di riqualificazione energetica o strutturale, finanziati con fondi pubblici a partire dal 2019.
Prosegue, inoltre, la mappatura degli immobili non censiti al catasto, arrivata alla copertura del 96% del territorio nazionale.
C’è poi una raccomandazione in merito all’aggiornamento dei valori catastali, nell’ambito della più ampia revisione delle politiche abitative.
Il monitoraggio delle locazioni brevi o turistiche
Il DPFP contiene un riferimento alla cosiddetta BDSR LENS, la funzionalità che consente a operatori comunali e, da giugno 2026, all’Amministrazione finanziaria e alle Forze di Polizia di monitorare lo stato delle strutture e immobili destinati a locazione turistica o breve.
Questa funzionalità, difatti, incrocia il CIN (Codice Identificativo Nazionale) con gli altri dati a disposizione dell’Amministrazione, al fine di facilitare le verifiche sul territorio e sugli annunci online.
Il Piano Casa
Nel DPFP ci sono capitoli descrittivi dedicati alle politiche abitative e al Piano Casa.
Energia e bonus edilizi
Nel Documento Programmatico è contenuta un’analisi sugli effetti delle agevolazioni straordinarie, soprattutto del superbonus, sulla finanza pubblica, per cui il ridimensionamento delle misure porterà ad un indebitamento netto del 2,9% già nel 2026, in modo da stare entro il limite europeo del 3%.
Per quanto riguarda gli interventi di riqualificazione energetica, il DPFP non contiene particolari indicazioni riguardanti il futuro dei bonus edilizi. Si parla invece della clausola di salvaguardia nazionale per l’aumento della capacità di difesa e della sicurezza energetica, con cui l’Italia potrà beneficiare di una spesa più flessibile.
In particolare, vengono indicati alcuni possibili interventi come gli incentivi per le pompe di calore, sistemi di accumulo domestici o sostituzione di caldaie fossili.
Da giorni girano voci su un ritorno dell’ecobonus al 65% per alcuni interventi, ma si tratta di proposte e ipotesi che, inevitabilmente, vivranno il normale dibattito parlamentare durante la discussione della prossima Legge di Bilancio e, quindi, tutte da verificare.
Ad ora, la norma in vigore prevede che i bonus edilizi per l’abitazione principale siano del 50% nel 2026 e del 36% nel 2027, mentre dalle seconde case in poi le detrazioni sono, rispettivamente, al 36% e al 30%, come descritto nel mio post del gennaio scorso.
Come sempre, in base alle novità concrete che man mano emergeranno, sarà mia cura descrivere qui sul mio blog i cambiamenti inerenti al settore immobiliare.
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