E’ arrivato dalla Commissione europea il via libera al decreto italiano che incentiva le comunità energetiche rinnovabili.
Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto, ha comunicato ieri il via libera dato dalla Commissione europea al decreto di incentivazione delle comunità energetiche rinnovabili (CER).
Il Ministro ha affermato che “siamo di fronte a una svolta, a una nuova fase storica nel rapporto tra cittadini ed energia”.
Il decreto approvato dalla Commissione europea si basa su due misure:
- una tariffa incentivante sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa;
- un contributo a fondo perduto.
Complessivamente, la potenza finanziabile con la tariffa incentivante è di cinque Gigawatt, entro fine 2027.
Il contributo a fondo perduto è per i Comuni con meno di 5.000 abitanti ed è finanziato dal PNRR.
Le misure per la realizzazione delle comunità energetiche riguardano tutte le tecnologie rinnovabili, tra cui fotovoltaico, eolico, idroelettrico e biomasse.
Gli attori di una comunità energetica possono essere cittadini, enti locali, piccole e medie imprese, enti del terzo settore, condomìni, enti religiosi.
Il sodalizio dovrà compiere un passaggio iniziale costitutivo, il cui oggetto sociale dovrà essere caratterizzato prevalentemente dai benefici ambientali, sociali ed economici.
I singoli impianti non potranno avere potenza superiore al Megawatt.
Il GSE (Gestore Servizi Energetici) sarà il soggetto che avrà il compito di gestire la misura, valutando i requisiti di accesso, erogando gli incentivi e fornendo anche pareri preventivi di ammissibilità ai soggetti che ne faranno richiesta.
Lo sblocco del decreto espresso ieri dalla Commissione europea pone fine ad una lunga attesa, considerando l’attivazione in tutta Italia di cittadini, imprese, enti locali e associazioni, già pronti da tempo a dar vita alle comunità energetiche rinnovabili.
Oltretutto, da alcuni mesi è stata definita la possibilità di creare una comunità energetica nell’ambito di una cabina primaria, cosa che permette di associarsi entro territori molto più ampi delle cabine secondarie previste originariamente.
Per approfondire ulteriormente, puoi consultare la pagina in cui descrivo le potenzialità delle comunità energetiche.
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