La Commissione Europea ha presentato ieri una proposta di regolamentazione per porre possibili limiti agli affitti brevi.
Ieri l’Unione Europea ha presentato una proposta operativa nell’ambito dell’Affordable Housing Act, l’iniziativa legislativa con cui si vuole fornire agli Stati membri strumenti per rendere accessibile l’edilizia abitativa.
Lo stress abitativo
Si tratta di una proposta di un nuovo Regolamento UE con il quale permettere agli Stati membri la possibilità di intervenire sullo stress abitativo, vale a dire la difficoltà per i cittadini ad accedere al mercato residenziale.
Tale stress abitativo, secondo la proposta UE, va calcolato mettendo in rapporto prezzi delle abitazioni e redditi medi della popolazione nelle città o singole aree interessate.
Il rapporto prezzi-redditi, per prendere in considerazione l’ipotesi di adottare le misure, deve essere pari o superiore alla soglia di 8, inoltre va monitorato se questo valore è aumentato negli ultimi dieci anni e se viene giudicato improbabile che tale parametro possa diminuire nei tre anni seguenti, osservando le dinamiche della popolazione e la domanda/offerta di abitazioni.
Nel caso in cui la soglia fosse pari o superiore a 10, non andrebbe compiuta l’analisi sul rapporto prezzi/redditi negli ultimi dieci anni.
I limiti agli affitti brevi e all’acquisizione di immobili
Verificato lo stress abitativo in regioni, città o singole aree, la proposta regolamentare UE prevede che Stati, regioni o autorità locali possano mettere in campo misure specifiche per ridurre il disagio abitativo.
Le misure potranno prevedere:
- la possibilità di porre limiti alle locazioni brevi in immobili diversi dalla residenza principale dell’ospitante;
- mettere limiti all’acquisizione di immobili residenziali e terreni, laddove non vengano destinati all’uso abitativo.
Gli obiettivi dell’Affordable Housing Act
Questa proposta di Regolamento UE è stata presentata ieri da Dan Jørgensen, Commissario UE per l’Energia e l’edilizia abitativa, in un incontro con HOUS, la Commissione speciale sulla crisi degli alloggi nell’Unione Europea.
L’intento dell’Unione Europea è di garantire alle autorità locali (in particolare ai sindaci) la possibilità di porre limiti alle locazioni brevi turistiche in città o zone o quartieri specifici, avendo così una copertura legislativa, ed evitando quindi ricorsi, tribunali, e così via.
Proprio alla fine di luglio scorso, ho pubblicato un post su un’iniziativa di questo tipo avviata da Roma Capitale.
L’obiettivo più ampio dell’Unione Europea è quello di recuperare case per l’uso residenziale, laddove il mercato ponga serie questioni di accessibilità per chi desidera comprare o prendere in locazione un immobile, ma non dispone di un reddito sufficientemente sostenibile.
È una materia complessa, in quanto questa proposta regolamentare si colloca tra il diritto all’abitare e quello di disporre liberamente della proprietà, per cui ci si trova in confini, ambiti e limiti molto delicati.
L’iter legislativo
Questa proposta di Regolamento, oltre al dialogo con gli Stati membri, dovrà passare il vaglio di Parlamento e Consiglio UE in base alla procedura ordinaria, per cui ci sarà un iter legislativo che potrebbe essere più o meno lungo e durante il quale il contenuto che ho sintetizzato sopra potrebbe essere modificato.
Comunque, va ricordato che un Regolamento UE, una volta entrato in vigore, salvo particolari eccezioni, non deve essere recepito dagli Stati membri, per cui diventa subito esecutivo.
Non si tratta di norme imperative, ma della possibilità per gli Stati membri e per le autorità locali di applicare le misure previste, dopo aver analizzato i fattori di stress abitativo, vale a dire l’incrocio tra i redditi e il mercato immobiliare.
In prospettiva
Credo che poi, come affermato dalla stessa Commissione Europea, bisognerà mettere mano anche a misure più strutturali, che affrontino, per esempio, il tema della messa a disposizione degli alloggi pubblici, visto che, per fare l’esempio dell’Italia, ce n’è un numero non indifferente di sfitti/inutilizzati.
Ad esempio, da poco è stato avviato il Piano Casa italiano, su cui puoi leggere il mio post dedicato.
Altro fronte a dir poco strutturale è quello dell’accesso al mercato immobiliare (come acquirenti o come inquilini) per alcune fasce della popolazione, la cui sostenibilità del reddito è bassa.
Sul piano dell’offerta, credo sia opportuno fornire maggiori garanzie ai proprietari per il rientro in possesso in caso di morosità, altrimenti le seconde e terze case rischiano sempre più di rimanere vuote o sottoutilizzate (vedi il mio post sul censimento Istat delle abitazioni).
Sui limiti agli affitti brevi proposti dalla UE e, più in generale, sull’accesso al mercato residenziale, sarà mia cura, come sempre, continuare a pubblicare post qui sul mio blog, in modo che tu possa rimanere sempre aggiornato.
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