Nella seduta di ieri la BCE ha deciso di lasciare i tassi invariati, segnalando il clima d’incertezza geopolitica e commerciale.
Dopo gli ultimi 12 mesi caratterizzati da ribassi, la Banca Centrale Europea (BCE) ieri ha messo in stand-by la politica sui tassi di interesse.
Da un lato le notizie sull’inflazione sono incoraggianti, nel senso che a Francoforte è stato riscontrato un dato del 2%, corrispondente all’obiettivo di medio termine.
Dall’altro, la Presidente della BCE Christine Lagarde ha posto l’attenzione sui rischi di “escalation delle tensioni commerciali globali”, che potrebbero portare imprese e famiglie a diminuire il desiderio di investire e consumare. E il clima di incertezza a livello globale continua ad essere alimentato dai perduranti conflitti in Ucraina e Medio Oriente.
Ci sono quindi scenari geopolitici e commerciali che mantengono elevata l’incertezza, e questo ha contribuito fortemente all’atteggiamento prudenziale del board della BCE.
Pertanto, i tassi di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale rimangono al livello stabilito a giugno scorso e cioè, rispettivamente, al 2,00%, al 2,15% e al 2,40%.
Sarà quindi interessante osservare cosa avverrà alla seguente riunione della BCE, che si terrà il prossimo 11 settembre.
Intanto, ti segnalo che – in base ai dati pubblicati dall’Associazione Bancaria Italiana pochi giorni fa – il tasso medio di giugno 2025 sui nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni è stato pari al 3,17%, invariato rispetto al mese precedente.
Se vuoi conoscere tutti gli andamenti del mercato immobiliare (compravendite, prezzi delle abitazioni, locazioni, mutui), puoi leggere i miei post nella categoria dedicata.
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