Quando vendi, compri o affitti casa hai a che fare con una materia delicata, molto delicata, ma da cui puoi trarre diversi punti di forza.
Vendere, comprare, locare una casa sono azioni che hanno a che fare con cambiamenti notevoli della tua vita, in quanto si tratta di investimenti che compi anzitutto sulla tua persona, oltre che sui tuoi beni.
Per questo, l’immobiliare è materia delicata. Ma il fatto che sia delicata non vuol dire che non la si debba trattare o, peggio ancora, ignorarla del tutto o in parte.
Per un oggetto delicato non si può pensare solo ad accudirlo e circondarlo di premure, credo sia giusto soprattutto trarne i punti di forza dalla sua preziosità, dalle risorse che contiene.
A seguire, descrivo gli ambiti da cui è doveroso trarre i punti di forza dall’immobiliare, materia delicata.
Le risorse
La compravendita o la locazione di un immobile ha a che fare con la mobilitazione delle tue risorse, finanziarie o immobiliari che siano.
La delicatezza è data, di solito, dal poter effettuare questo tipo di investimento poche volte nella vita e, anche se le volte fossero numerose, si tratta sempre di passaggi che implicano una serie di preoccupazioni, prima di arrivare al risultato finale.
In diverse occasioni mi è capitato di ascoltare persone mie clienti che, nel ruolo di proprietari o acquirenti, parlavano di “risparmi di una vita”, “scelta definitiva”, “non posso permettermi di sbagliare” e via dicendo.
E’ giusto e più che comprensibile, è per questo che una compravendita necessita di tutta la riflessione possibile, da ogni parte la si viva.
I punti di forza che aiuterebbero le risorse ad uscire dalla sola condizione di delicatezza sono a mio avviso i seguenti:
- i risparmi di una vita non appartengono al solo passato, ma anzi vanno considerati come pietre angolari per il futuro, per cui è opportuno, se non necessario, che tu consideri le risorse finanziarie e/o immobiliari in questa prospettiva dinamica;
- il valore che si attribuisce ad un immobile, ad esempio al termine di una trattativa, non è completo se, come acquirente, al dato in euro, non aggiungi il corpus dei vantaggi dati dall’abitare, dal lavorare, dal vivere in una certa zona, in una casa su misura. Da venditore, allo stesso modo, la somma intascata è strumento (e non fine) per il raggiungimento degli obiettivi che ti eri posto all’inizio della compravendita, quali, ad esempio, ricomprare casa altrove, finanziarti un’attività professionale, garantire liquidità per te o per i figli;
- la definitività è sempre meno una caratteristica distintiva del mercato immobiliare, dato che il mondo del lavoro è cambiato e il concetto di flessibilità e mobilità sta toccando anche il mio settore. Pertanto, il punto di forza desumibile dalla delicatezza di un affare immobiliare sta nel considerare le tue esigenze abitative e lavorative al centro della tua vita. Il rivolgerti, ad esempio, al mercato locativo è strumentale, e non succube, ai tuoi bisogni.
La relazione con gli altri
Gli affari immobiliari accompagnano le vicende personali delle parti, contraddistinte dalle relazioni con altri, magari non direttamente, ma comunque coinvolti nell’operazione compiuta o da compiere.
Anche laddove si vivesse da soli, la compravendita o la locazione implicano una partecipazione più o meno diretta di altre persone, con cui si è in relazione oggi o con cui lo si potrebbe essere un domani.
Si tratta dei parenti, a partire dai genitori o dai figli, dei partner, di amici, di colleghi, di persone che hanno influenza sulla tua vita o con cui intrattieni rapporti in qualche modo significativi.
Intraprendere un percorso di compravendita o locazione immobiliare stimola e vivacizza le relazioni, a maggior ragione con le persone con cui convivi o che sono coinvolte con te dal punto di vista economico e finanziario (per esempio, i comproprietari, su cui ho scritto un post specifico).
Ogni decisione ed ogni azione conseguente mettono alla prova le relazioni, anche quelle più profonde e significative.
Proprio perché, come detto sopra, l’affare immobiliare lo si intraprende e lo si compie poche volte nella vita, questo significa che sei alle prese con una tappa importante, se non decisiva, della tua vita. Ed i rapporti ne risentono, in un senso o nell’altro.
Cambiare casa, zona, città, contesto, habitat, arredamento, posizione, punti di riferimento….Oppure: vendere l’immobile e con il ricavato ottenere il meglio possibile dal nuovo investimento che ti eri prefisso….
La speranza è sempre che il cambiamento ti conduca verso il meglio, questo perlomeno è l’obiettivo generale che ti puoi prefiggere.
Una certezza però rimane: l’immobiliare, materia delicata, tocca ed entra nelle relazioni con gli altri, perché sposta gli equilibri, necessita pazienza e aggiustamenti, richiede flessibilità e adattamenti.
Ecco i punti di forza su cui fare perno nella relazione con gli altri, durante un percorso di cambiamento immobiliare:
- progettare di andare a vivere in una nuova casa o di realizzare una rendita vendendola, è specchio di un cambiamento che deve essere supportato anzitutto nell’ambito delle tue relazioni. Devi coinvolgere ogni persona interessata. Ognuno deve partecipare, non in maniera formale, ma sostanziale. Solo in questo modo le relazioni usciranno rafforzate, viceversa si creeranno zone d’ombra che diventeranno ostacoli di lunga gittata;
- la transazione immobiliare prevede una modifica grande e sostanziale del tuo abitare o del tuo conto in banca. La gestione dell’uno o dell’altro aspetto devi fare in modo che rimanga strumento, e non fine, delle novità che hai desiderato a livello personale, familiare, lavorativo. Se al centro poni te stesso e le persone con cui sei in relazione, ogni giorno vissuto nel cambiamento sarà un approdo verso nuova ricchezza;
- il denaro o comunque il valore di un bene immobile si sa quanto a volte incida pesantemente sui rapporti umani. Ed è allora proprio la cura che riuscirai a mettere nella gestione di questi rapporti che fornirà la chiarezza necessaria alla buona gestione post-compravendita o locazione. Non credo che sia opportuno evitare certi argomenti, per uno pseudo obiettivo del tipo “meno se ne parla e meglio è”. Credo sia invece molto utile che tu affronti la questione con chiarezza, perché le eventuali nubi siano affrontate subito, e non magari nel bel mezzo di una trattativa. Se si vende o compra casa, l’aver fatto chiarezza all’inizio del percorso ti aiuta a discernere, a compiere le scelte, ad apporre le firme, in quanto il procedere uniti ti fa sentire le spalle coperte, anche se si è compiuto qualche errore. L’eventuale errore, se è condiviso e compreso, non diventa un dramma, ma una tappa da cui ripartire più forte.
In prospettiva
Il modo migliore per gestire la materia delicata dell’immobiliare è mettere la persona al centro.
Gli immobili, il denaro, le trattative, le transazioni sono strumenti con cui puoi sancire il tuo cambiamento, ma l’obiettivo è il cambiamento stesso.
Tra l’altro, nel gestire adeguatamente le risorse che possiedi e le relazioni con gli altri, vanno ben gestite anche le emozioni che vivi. Su questo aspetto, ti invito a leggere il mio post dedicato.
La materia delicata di cui è costituita la questione immobiliare va sicuramente trattata con i guanti, ma non senza decisione e chiarezza.
Le risorse (immobili e denaro) devi saperle gestire con trasparenza, le relazioni con gli altri hanno bisogno della tua diretta e propositiva partecipazione, perché ognuno sia coinvolto, perché nessuno sia escluso, perché la tappa di cambiamento sia condivisa e riconosciuta.
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