Nel recente rapporto di Scenari Immobiliari e Investire SGR emerge il fabbisogno residenziale dei lavoratori in Italia.
Il rapporto di Scenari Immobiliari e Investire SGR
Pochi giorni fa Scenari Immobiliari e Investire SGR hanno presentato il 4° Rapporto “La casa per la città del futuro – La nuova geografia dell’abitare tra bisogno sociale e sostenibilità economica”.
In questo studio è stata indagata la domanda abitativa dei lavoratori nel nostro Paese.
Le case per i lavoratori
Analizzando i territori italiani più dinamici, il rapporto svela come 25 milioni di lavoratori vivano all’interno di economie primarie, secondarie e terziarie, in cui la presenza di industrie sane e in sviluppo crea tensioni nel mercato immobiliare, considerando l’offerta in diminuzione e la crescita dei prezzi.
Il fabbisogno abitativo dei lavoratori è stato espresso in un totale di 840mila case, 540mila per chi lavora in continuità e 300mila per gli stagionali.
Osservando questo totale dal punto di vista dei settori economici, risultano 410mila le abitazioni di cui c’è bisogno nel terziario e 287mila nei territori a vocazione turistica, 110mila nei sistemi industriali, mentre il residuo è riconducibile alle attività primarie.
In “La casa per la città del futuro” viene evidenziato il notevole legame tra struttura economica dei territori, reddito degli occupati e fabbisogni abitativi.
Cosa e come investire
Questa domanda residenziale, affermano Scenari Immobiliari e Investire SGR, potrà essere soddisfatta con oltre 70 milioni di metri quadri abitativi, con la mobilitazione di investimenti per oltre 235 miliardi di euro.
L’analisi sottolinea come la disponibilità di case accessibili possa costituire un’infrastruttura per la competitività di un territorio. Per attrarre lavoratori qualificati servono, però, soluzioni abitative adeguate, in linea con il potere d’acquisto delle famiglie.
Lo studio pone a confronto il mercato residenziale che continua a registrare una crescita di compravendite e di prezzi e, allo stesso tempo, la contrazione dell’offerta di nuove case, a causa dell’aumento dei costi di costruzione e ristrutturazione, dell’incertezza normativa e delle dinamiche economiche dei singoli territori.
Il rapporto tra casa e lavoro
Nel rapporto si mette in luce la difficoltà nel reperire le figure necessarie al mercato del lavoro odierno – pari a circa il 50% – per cui l’offerta abitativa diventa essenziale per attrarre le risorse umane che possono contribuire allo sviluppo economico dei territori.
L’indagine sulle case per i lavoratori individua alcune leve di attivazione:
- la riqualificazione del patrimonio immobiliare dismesso o sottoutilizzato;
- l’adeguamento degli strumenti urbanistici;
- il sostegno della finanza istituzionale.
Francesca Zirnstein – Direttore Generale di Scenari Immobiliari – ha dichiarato, tra l’altro, che le 840 mila case ritenute necessarie alla soddisfazione del fabbisogno corrispondono a 4 milioni di lavoratori che vivono la difficoltà, se non l’impossibilità, di accedere all’offerta abitativa.
Michele Beolchini – Head of Product Development & Fundraising di Investire SGR – ha anche sottolineato come l’Affordable Living debba essere considerato dal mercato immobiliare un investimento infrastrutturale.
In prospettiva
I notevoli spunti di riflessione e di invito all’azione emersi da “La casa per la città del futuro” possono essere associati a due recenti iniziative promosse dal Governo, lo Staff housing e il Piano Casa.
In generale, il rapporto che sopra ho sinteticamente descritto contiene numeri, dati, analisi e spunti di possibile azione per coniugare efficacemente due ambiti essenziali per il nostro Paese, il lavoro e la casa, mettendo insieme produttività e accessibilità all’abitare.
Sarà mia cura, come sempre, pubblicare qui sul mio blog iniziative in tal senso.
Se vuoi rimanere aggiornato sulle dinamiche del mercato immobiliare, puoi leggere i miei post nella categoria dedicata.
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