Lo studio del Notariato sulle donazioni nel 2025 conferma l’andamento di quelle immobiliari, a confronto con il 2024.
Il Consiglio Nazionale del Notariato ha pubblicato a luglio il report sulle donazioni effettuate nel 2025. L’analisi riguarda sia i beni mobili che immobili.
Le donazioni di beni mobili
Per quanto concerne i beni mobili donati nell’anno preso in esame, gli atti sono stati 46.864, in maniera quasi equivalente per le donazioni in denaro e in azioni e quote sociali, entrambe intorno al 42% del totale.
Le donazioni di azienda si collocano stabilmente al 5,62%, ma nello studio si sottolinea l’elevato valore strategico ed economico.
Le analisi del Notariato sulle donazioni immobiliari
Le donazioni immobiliari nel 2025 sono state 216.558, un dato stabile rispetto all’anno precedente, minore rispetto al picco registrato nel 2021 (più di 221mila), per cui i Notai segnalano un assestamento su livelli elevati.
Tra le donazioni di immobili prevalgono quelle relative ai fabbricati, il 56,62%, seguite, con il 16,32%, dagli atti di nuda proprietà di fabbricato, dalle donazioni di terreni agricoli (13,18%) e dai terreni edificabili (1,32%).
Geografia delle donazioni di immobili
Osservando i passaggi donativi a livello geografico, lo studio sottolinea come nel Sud si sia concentrata la maggioranza degli atti, il 35,7% del totale nazionale e, a seguire, Nord Est, Nord Ovest, Centro e Isole.
La Campania è la regione con il più alto valore nazionale – 27.909 atti, per un 12,89% sul totale – seguita da Lombardia e Sicilia, entrambe poco sotto l’11%, valori che confermano il trend già visto nel 2024.
I dati relativi a quanto avvenuto nel Lazio parlano di 16.929 atti, pari al 7,82% del totale italiano.
Osservando invece il rapporto numerico tra gli atti stipulati e gli abitanti delle regioni, i dati parlano un’altra lingua, visto che prevalgono Trentino-Alto Adige, Calabria e Basilicata. Quest’ultimo aspetto è spiegato dal Notariato come conferma di una propensione culturale radicata, in queste regioni, a sistemare in maniera anticipata i patrimoni immobiliari, il che è osservabile anche nelle serie storiche.
Al contrario delle donazioni di beni mobili, che si sono concentrate a fine anno, quelle immobiliari sono state più omogenee, con differenze molto lievi tra i due semestri.
Donanti e donatari
La fascia di età prevalente dei donatari di beni immobili è quella tra i 46 e i 55 anni, il 25,06%, seguita da 18-35enni (23,32%) e 36-45enni (20,98%), a conferma che gli atti di donazione avvengono soprattutto quando i figli hanno consolidato le proprie esigenze abitative e familiari.
L’analisi sul genere di donanti e donatari evidenzia come le donne donino più di quanto ricevano (49,59% contro 49,47%).
I donanti sono prevalentemente nella fascia di età over 75, il 35,14% del totale, anche qui a riscontro di come la donazione immobiliare costituisca prevalentemente una forma di successione anticipata.
Lo studio dei Notai si sofferma anche sul tema dell’agevolazione prima casa, in quanto nel 2025 gli atti contenenti tale beneficio sono stati quasi 79mila, con donatari più giovani rispetto agli atti generici, essendo gli 18-35enni pari al 32,71%.
Per questo, il report parla di prima casa donata dai genitori come volano verso l’indipendenza abitativa delle nuove generazioni.
In prospettiva
I dati sulle donazioni elaborati dal Notariato si collocano in un ampio contesto, in cui è coinvolto un numero considerevole di giovani, anziani, famiglie.
Tra l’altro, dal dicembre scorso è in vigore la riforma che semplifica le compravendite degli immobili donati.
Guardando lo scenario (attuale e futuro) del mercato immobiliare, sottolineo come lo strumento delle donazioni si inserisca nel tema del passaggio generazionale dei patrimoni che, dal punto di vista demografico, economico e sociale, sta assumendo caratteristiche da valutare con sempre maggiore attenzione. Su questo, puoi leggere il mio post dedicato.
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