La Corte dei conti europea ritiene che in Italia per il superbonus sia stato fatto un uso inefficiente dei fondi UE.
Il Recovery and Resilience Facility
Il 7 luglio scorso la Corte dei conti europea ha pubblicato una relazione speciale, dedicata al Recovery and Resilience Facility (il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza).
(Fonte: European Court of Auditors, special report 20/2026 “Improving the energy efficiency of private homes with the RRF – Broad financial support, but weaknesses in the foundations”, Publications Office of the European Union, 2026).
Con il meccanismo di finanziamento denominato Recovery and Resilience Facility (RRF) sono stati stanziati 36,3 miliardi di euro destinati a ristrutturazioni di media entità degli edifici residenziali (di cui 15,6 miliardi di euro, il 43%, per l’Italia).
Per ristrutturazioni di media entità la Commissione europea aveva definito quelle che avrebbero condotto ad un risparmio energetico almeno del 30%.
La Corte dei conti europea sul superbonus
Le criticità sul superbonus evidenziate dalla Corte dei conti europea sono diverse.
Nel paragone con le iniziative adottate in altri paesi UE (Belgio, Cipro e Lituania), il superbonus è stato giudicato allo stesso tempo la più cara e la meno efficiente, considerando come per il miglioramento dell’efficienza energetica di un edificio pari ad 1 kWh siano stati spesi quasi 10 euro, un costo circa quattro volte superiore al modello ottimale del RRF.
Inoltre, la copertura pari al 110%, essendo un sostegno pubblico superiore ai costi effettivi, è stata ritenuta dalla Corte “manifestamente un uso inefficiente dei fondi dell’UE”.
Il rapporto tra costo ed efficacia e il sostegno pubblico fino al 110% sono quindi gli aspetti maggiormente messi in luce dalla Corte dei conti europea che, tra l’altro, ha citato lo studio QEF 860/2024, pubblicato dalla Banca d’Italia, in cui si afferma che il 27% dei progetti superbonus avrebbe potuto essere realizzato senza ricorrere a finanziamenti pubblici.
In prospettiva
Secondo uno studio della CGIA del 2024, con il superbonus era stato efficientato il 4% delle case spendendo 123 miliardi di euro.
In ogni caso, il tema della riqualificazione energetica in Italia rimane centrale, considerando anche le implicazioni sulle compravendite, in cui si nota sempre di più l’ampliamento del divario tra i prezzi delle case green e non.
Se vuoi rimanere aggiornato su queste tematiche, puoi leggere i miei post nelle categorie dedicate al mercato immobiliare e all’efficienza energetica.
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