Il Fisco ha delineato l’incidenza degli impianti sull’eventuale aggiornamento catastale di immobili oggetto di lavori edili.
L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 21/E del 5 giugno scorso, chiarisce i modi con cui determinare se e come aggiornare la rendita catastale di un immobile su cui sono stati attuati interventi edilizi.
Questo documento nasce dalle interlocuzioni avute dall’Ente fiscale con i contribuenti che hanno applicato il superbonus ai propri immobili e per i quali sono stati necessari dei chiarimenti su come intervenire sulla rendita catastale.
Nelle Risoluzione, comunque, l’Agenzia delle Entrate specifica con chiarezza che gli argomenti trattati non riguardano solo il superbonus, ma qualsiasi tipo di intervento edilizio.
Esiste, infatti, un obbligo generale di dichiarazione da fare al Catasto, laddove l’immobile sia stato variato in maniera tale da dover meritare rinnovate valutazioni sulla redditività.
I dubbi interpretativi che sono sorti maggiormente nelle richieste di chiarimento al Fisco concernono i lavori di ampliamento degli impianti, anche a livello tecnologico per servire più unità immobiliari in comune.
Per l’eventuale aggiornamento catastale post interventi su impianti, l’Agenzia indica come criterio operativo l’iter inserito nella Circolare n. 36/E del 2013, inerente agli “Impianti fotovoltaici – profili catastali ed aspetti fiscali”.
L’Ente fiscale, ad ogni modo, precisa che tali criteri possono essere adottati anche per altri tipi di ampliamento di impianti, come sistemi di accumulo, eolici e solari termici.
Le valutazioni vanno attuate caso per caso, prendendo in considerazione l’incidenza delle opere sulla redditività ordinaria dell’immobile e, quindi, sull’eventuale correzione da apportare a livello catastale.
Nella Risoluzione sono riportate le formule per effettuare i calcoli, precisando, tra l’altro, le casistiche in merito ad interventi sugli impianti in più fasi e su più immobili.
Nel documento, infine, sono contenute le indicazioni per gli atti di aggiornamento catastale, tramite la procedura informatica Docfa.
Il tema della redditività degli immobili a seguito di interventi di riqualificazione energetica chiaramente ha una rilevanza fiscale, ma, soprattutto, pone prospettive specifiche riguardo al mercato immobiliare.
Due anni e mezzo fa scrissi un post relativo ad uno studio della Banca d’Italia che indagò sul rapporto tra classi energetiche e prezzi delle case.
In seguito, anche grazie all’approvazione della Direttiva UE sulle case green, l’argomento è sempre stato più osservato e approfondito.
Nella categoria del mio blog dedicata al mercato immobiliare puoi trovare tutti gli aggiornamenti.
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