Il report dell’ABI sul mese di giugno evidenzia il tasso sui nuovi mutui che continua a scendere, arrivando al nuovo minimo di 1,80%.
L’Associazione Bancaria Italiana (ABI) ha pubblicato il 16 luglio scorso il report relativo ai prestiti alla clientela bancaria, in cui viene descritto l’andamento generale del mese di giugno 2018.
I prestiti
Al giugno 2018, i prestiti a famiglie e imprese sono in crescita a base annua con +2,6% (lo scorso mese era a +2,3%), a testimonianza di una dinamica che prosegue positivamente, da più di due anni.
I mutui, allo stesso modo, confermano una condizione di ottima salute, infatti quelli in essere delle famiglie, in base agli ultimi dati ufficiali di maggio 2018, registrano un +2,3% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.
I tassi
Per quanto riguarda i tassi di interesse sui prestiti alla clientela, questi a giugno 2018 toccano di nuovo i minimi storici: il tasso medio sul totale è pari a 2,60% (2,63% nel mese precedente, 6,18% prima che insorgesse la crisi a fine 2007).
Il tasso medio sui nuovi mutui per l’acquisto delle abitazioni continua a scendere e raggiunge il nuovo minimo storico: 1,80%. A maggio 2018 era all’1,83%, a fine 2007 era 5,72%.
Come segnalato anche in precedenti report, circa due terzi dei nuovi mutui sono a tasso fisso.
Anche il tasso medio sui nuovi finanziamenti alle imprese segna un record storico: 1,37%, mentre era a 1,43% il mese precedente e a 5,48% a fine 2007.
La qualità del credito
Il rapporto dell’ABI sottolinea anche un interessante dato sulle sofferenze nette (cioè depurate di svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse) che, a maggio 2018, sono arrivate a 49,3 miliardi di euro.
La diminuzione è di 1,7 miliardi rispetto al mese precedente e di ben 37,5 miliardi a confronto con gli 86,8 miliardi di dicembre 2016.
E’ importante tener conto che il massimo livello delle sofferenze nette fu raggiunto con 88,8 miliardi di euro del novembre 2015, per cui gli ultimi dati parlano di una diminuzione rispetto ad allora di quasi 40 miliardi, pari ad oltre il 44,5%.
Per cui, il rapporto tra sofferenze nette e impieghi totali a maggio 2018 è sceso a 2,84% (a fine 2016 segnava 4,89%).
Il margine
Chiudo questa rassegna sui dati ABI segnalando che il margine (spread) fra tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie si posiziona ancora a livelli molto bassi, vale a dire 187 punti base a giugno 2018.
Il mese precedente lo spread toccava quota 189, rimanendo sempre molto lontano dai 335 punti base di fine 2007.
Cogliendo l’occasione dell’argomento mutui, ti segnalo il mio post dedicato all’iniziativa rivolta soprattutto ai giovani: il Fondo di garanzia per la prima casa.
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