E’ stato pubblicato il 25 maggio scorso il Rapporto dell’Agenzia delle Entrate e di Assilea sul mercato non residenziale nel 2015.
L’OMI (Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate) e Assilea (Associazione Italiana Leasing) hanno pubblicato il Rapporto sul 2015 relativo al mercato degli immobili a destinazione terziaria, commerciale e produttiva.
Il risultato che emerge è quello di una sostanziale stabilità complessiva, che vede un -0,1% dei volumi di compravendita nel 2015.
Questo dato è in realtà composto da elementi contrastanti, nel senso che, rispetto al 2014, il settore produttivo segna un -3,5%, il terziario -1,9%, mentre il commerciale sta in campo positivo: +1,9%. In generale, il non residenziale costituisce il 6,4% dello stock immobiliare nazionale ed il 4,6% delle transazioni, per un valore di scambio complessivo di 13,5 miliardi di euro (+7,3% sul 2014).
I dati relativi ai valori di mercato, indicano un calo per tutti e tre i segmenti. Gli uffici nel 2015 sono valsi in media € 1.456/mq., in calo rispetto al 2014 del 2%; i negozi € 1.640/mq. con un -2,7% e i capannoni € 516/mq. ed un calo di 1,7%.
Ti offro adesso uno sguardo su quanto rilevato a Roma e nel Lazio.
Le compravendite effettuate per gli uffici sono state 728 (di cui 482 a Roma), pari ad una crescita dell’8,4%, quindi in controtendenza rispetto al dato nazionale. Il calo del valore di mercato è invece in linea, anzi, nel Lazio la quotazione del 2015 degli uffici è minore del 4,3% in confronto con il 2014, per un valore medio pari a € 2.264/mq. (€ 3.718/mq. su Roma).
Il report laziale sui negozi supera il dato positivo nazionale, attestandosi su un +6,4% di compravendite (2.316 in tutto, di cui 1.375 a Roma). Il valori medio è pari a € 2.444/mq., per un -4,1% di variazione rispetto al 2014. Nella Capitale il volume delle compravendite segna un +9,9%.
I capannoni compravenduti nel Lazio sono stati 350 (93 a Roma), con un rialzo del 4,5% a confronto con il 2014. La quotazione è maggiore di quella nazionale, è infatti pari a € 730/mq., in calo del 3,3%. Il dato capitolino sulle compravendite corrisponde ad un aumento notevole, +72,1%, ma la variazione della quotazione rivela un calo del 7,1%.
Il Rapporto pone anche l’attenzione sul leasing immobiliare, sottolineando lo sviluppo del comparto, a partire dal 2014, quando è stata introdotta la norma fiscale che ne ha ridefinito il trattamento. La crescita nel 2014 è stata quasi del 40% sui valori, mentre nel 2015 lo stipulato immobiliare ha raggiunto poco meno di 4 miliardi di euro.
Il confronto tra primo quadrimestre 2015 e stesso periodo di quest’anno evidenzia da un lato la crescita dei contratti stipulati, a fronte però di una diminuzione del valore dello stipulato (+4,0% e -4,9%). I primi quattro mesi del 2016 vedono un importo medio finanziato pari a 828mila euro. Il segno più per lo stipulato è offerto dal costruito, mentre nell’immobiliare da costruire c’è una dinamica negativa dei valori. In base alla tipologia di immobile locato, il leasing immobiliare, stando ai dati di fine 2015, si ripartisce al 47,0% per immobili industriali, seguiti dai commerciali (27,8%) e poi da uffici, alberghi, residenziali e settore pubblico.
Assilea segnala la norma che introduce il leasing immobiliare per la prima casa per i giovani, evidenziandone la funzione di strumento alternativo al mutuo ipotecario e, quindi, di opportunità di rilancio del settore residenziale.
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