La strategia per la riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare romano è contenuta in uno studio di Enea.
Sono 1,28 milioni le abitazioni occupate a Roma, in oltre 175mila edifici, che potrebbero arrivare ad un risparmio del 20% sui consumi energetici.
Questa è una delle ipotesi di lavoro incluse nello studio di Enea dal titolo ”Strategia di riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare di Roma Capitale”, nell’ambito del Climate City Contract.
In base ai dati Enea, quasi il 60% dei consumi energetici negli edifici a Roma è legato alle abitazioni, il 26% al terziario privato e il 14,3% agli immobili pubblici.
Analizzando oltre 400mila APE (Attestati di Prestazione Energetica), l’Enea ha rilevato che circa due terzi degli immobili residenziali romani sono in classe F o G (le più basse).
Lo studio contiene anche una ricostruzione delle politiche di incentivazione applicate nella Capitale: dal 2013 sono stati effettuati oltre 350mila interventi di riqualificazione energetica, grazie ai vari bonus edilizi e al Conto Termico.
Gli investimenti relativi alle opere di riqualificazione incentivate sono stati pari ad oltre 6,1 miliardi di euro, realizzando un risparmio energetico superiore ad 1 TWh all’anno, equivalente al 9% dei consumi energetici residenziali nel 2022.
Per quanto riguarda gli edifici pubblici, i consumi energetici rilevati dallo studio vedono una quota del 27,8% per gli ospedali, del 22,8% per strutture amministrative e dell’11,6% per gli edifici scolastici.
Tra gli scenari proposti da Enea per riqualificare energeticamente gli immobili romani, quello più ambizioso offre un potenziale risparmio energetico di oltre 100 GWh/anno, con 100mila interventi/anno.
Per raggiungere gli obiettivi fissati dal Climate City Contract, bisognerebbe concentrare gli interventi su specifici segmenti del settore residenziale, in particolare i condomìni costruiti dal secondo dopoguerra agli anni ’80, dando maggior attenzione agli abitanti in povertà energetica.
A seconda degli scenari attuati, secondo Enea tra il 2025 e il 2040 le emissioni potrebbero ridursi da 250mila a 450mila tonnellate di CO2/anno.
Le analisi e le proposte dello studio Enea confermano come il patrimonio immobiliare residenziale della Capitale sia in larga parte vetusto e bisognoso di riqualificazione.
Le azioni proposte, inoltre, come suggerisce l’Agenzia, non darebbero risultati solo in termini di riduzione delle emissioni, ma aiuterebbero concretamente chi vive nei condomìni in condizioni di povertà energetica.
Oltre questo, c’è un aspetto su cui qui nel mio blog (oltre che ovviamente nelle relazioni che intrattengo con le persone che devono vendere o comprare casa) offro sempre attenzione: l’evoluzione del mercato immobiliare in base alle classi energetiche delle abitazioni.
Puoi trovare i miei post su questo e su altri temi legati all’efficienza energetica nella categoria dedicata.
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