Il quadro fornito dall’OMI, aggiornato al 2024, parla di una crescita della rendita catastale dello stock immobiliare italiano.
Ieri l’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) dell’Agenzia delle Entrate ha pubblicato le statistiche catastali relative al 2024.
Lo stock immobiliare italiano
Lo stock immobiliare italiano conta complessivamente poco più di 79 milioni di unità (o loro porzioni), per un aumento di circa mezzo milione rispetto al 2023.
La suddivisione è la seguente:
- quasi 68 milioni di immobili appartengono alle categorie ordinarie e speciali;
- poco più di 3,8 milioni stanno in categoria F (unità, anche se solo temporaneamente, non idonee a produrre reddito: si tratta di aree urbane, lastrici solari, unità in corso di costruzione o di definizione, unità collabenti);
- 7,1 milioni sono beni comuni non censibili (vale a dire di proprietà comune e che non producono reddito);
- 66mila unità in lavorazione.
Per quanto riguarda i quasi 68 milioni di immobili in categorie ordinarie e speciali, il più numeroso (53,4%) è il gruppo A (residenziale e uffici) e, a seguire, il gruppo C (43,4%), composto da unità commerciali e pertinenziali. Il restante 3% sta nei gruppi D (produttivo, terziario o commerciale), E (stazioni, ponti, ecc.) e B (uso collettivo).
Le abitazioni (unità immobiliari censite nelle categorie catastali del gruppo A, dalla categoria A/1 alla A/11 con eccezione della A/10) sono, al 31/12/2024, poco più di 35,6 milioni, quasi 93mila in più di quelle rilevate nel 2023.
A chi appartiene
Lo stock immobiliare italiano appartiene per quasi il 90% a persone fisiche, il 10,8% alle persone non fisiche, mentre circa lo 0,2% è relativo a proprietà comuni.
La rendita catastale
Nel 2024 la rendita catastale di tutti gli immobili del nostro Paese ammonta a poco più di 38,7 miliardi di euro.
A confronto con il 2023, si rileva una crescita dello 0,6%, pari a quasi 244 milioni di euro.
Il 60,7% della rendita (circa 23,5 miliardi di euro) riguarda gli immobili di proprietà delle persone fisiche, mentre il 39,2% è delle persone non fisiche per oltre 15 miliardi di euro. La rendita catastale dei Beni comuni censibili segna lo 0,1%, con 32,5 milioni di euro.
Per quanto concerne le abitazioni, al 31 dicembre 2024 corrisponde una rendita complessiva di 17,5 miliardi di euro, di cui il 93% afferisce alle persone fisiche per 16,4 miliardi. Per le persone non fisiche la rendita è di poco meno di 1,2 miliardi di euro, mentre quella delle abitazioni censite tra i beni comuni ammonta a 3,2 milioni di euro.
Il valore medio nazionale della rendita catastale per le abitazioni è di 493 euro, con valori vicini ai 3mila euro per abitazioni signorili e ville (A/1 e A/8) e inferiori ai 100 euro per le case popolari.
A seguire, il grafico con la distribuzione della rendita catastale delle abitazioni in base alle categorie:

In prospettiva
Lo stock immobiliare italiano censito nel 2024 dall’Agenzia delle Entrate non mostra particolari scostamenti rispetto alla precedente rilevazione, ma è da segnalare la crescita della rendita catastale complessiva, tra cui quella afferente alle persone fisiche.
Se vuoi rimanere aggiornato su tutti gli aspetti del mercato immobiliare, puoi consultare i miei post nella categoria dedicata.
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