Competitività, mobilità sostenibile, turismo, occupazione e riqualificazione urbana sono i pilastri del piano avviato al Tavolo per Roma.
Il 17 ottobre scorso sono partiti i lavori del Tavolo per Roma, al quale si sono seduti il Ministro dello Sviluppo Economico (Mise), Carlo Calenda, la Sindaca di Roma Capitale, Virginia Raggi, ed il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.
Questi rappresentanti delle Istituzioni, nazionali e locali, erano affiancati dalle parti sociali, che accompagneranno anche in seguito questo Tavolo dedicato allo sviluppo della Capitale.
Non ho dubbi sul fatto che Roma abbia bisogno di focalizzare e sprigionare idee e risorse per la sua crescita, dato che l’avviluppamento nei problemi e nelle diatribe del quotidiano sta prendendo sempre più piede, a discapito di una proiezione efficace sul futuro.
Sul Tavolo, avviato da Mise, Roma Capitale e Regione Lazio, descriverò ora in sintesi il materiale (classificato come “bozza” sul sito del Mise) che illustra tempi, risorse e obiettivi.
Il complesso delle risorse destinabili allo sviluppo di Roma è pari a più di 3 miliardi di euro. Si tratta di risorse già programmate dai singoli enti, ma l’intento dei promotori del Tavolo è proprio quello di metterle a sistema, affinchè l’impatto sul territorio sia più efficace.
Il documento, intitolato Sviluppo Capitale, individua anzitutto 4 fasi di un percorso che ha come meta la definizione di un Piano industriale per Roma.
Le fasi (che coprono il periodo giugno-dicembre 2017) sono:
- l’analisi e la valutazione del sistema economico, con focus dedicati ad aree e poli industriali, con emersione di buone pratiche e benchmark;
- la raccolta delle proposte, con incontri tra Istituzioni e stakeholder, per definire azioni, budget e governance;
- selezione delle iniziative in base all’impatto economico e ai driver di sviluppo;
- pianificazione di progetti e relativi business plan, con definizione del Piano industriale.
Sono 5 le criticità descritte nella bozza di lavoro e da esse vengono estratti i corrispondenti pilastri del Piano industriale:
- competitività e innovazione, per rilanciare il sistema produttivo romano;
- energia e mobilità sostenibile, per riconfigurare la mobilità e riqualificare il patrimonio immobiliare;
- occupazione e produzione, per rilanciare le filiere produttive strategiche al fine di tutelare l’occupazione, con progetti pilota su Aerospazio, Agrifood, Commercio, Life Science, Industria creativa, Sport;
- turismo, nel senso di riqualificare e potenziare l’offerta e le strutture, potenziando il turismo ad alto valore aggiunto;
- riqualificazione urbana, nelle aree centrali e periferiche, puntando sul social housing e sulla digitalizzazione e riqualificazione del settore edile.
Proprio sulla riqualificazione urbana, ti offro uno sguardo più approfondito su quanto emerge dal documento pubblicato dal Mise.
Sono 8 gli ambiti definiti dal Tavolo per riqualificare la città:
- social housing e recupero urbano: migliorare la vivibilità del centro e delle periferie, riqualificando l’esistente e creando nuova edilizia sociale. Le aree interessate dalla riqualificazione sono quelle di Acilia-Dragona, Corviale e l’ex GIL di Trastevere, mentre il social housing riguarda Santa Palomba, Borghesiana e Longoni, Muratella;
- manutenzione del manto stradale: riduzione dei tempi di esecuzione dei lavori;
- rilancio di progetti di valorizzazione: aree della ex Fiera di Roma, ex caserma Guido Reni ed ex Uffici delle Dogane;
- nuove funzionalità di aree urbane: riqualificazione dell’area del Forlanini, costituendo funzioni locali e internazionali;
- smart building: digitalizzazione dei processi produttivi edili e impulso alla filiera;
- videosorveglianza: dotare la città di un sistema che integri l’esistente per aumentare il controllo del territorio;
- progetto Tevere: riqualificazione da Castel Giubileo all’Isola Tiberina per il mantenimento delle pertinenze idrauliche;
- riqualificazione scuole: recupero e messa in sicurezza di 90 scuole romane.
La cabina di regia del Tavolo per Roma tornerà a riunirsi il 17 novembre prossimo.
Nell’arco di questo mese Mise, Roma Capitale, Regione Lazio, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali dovranno lavorare, in gruppi di lavoro, sui filoni strategici, al fine di sviluppare i progetti operativi.
Gli stessi progetti andranno poi affinati ed inseriti nel Piano industriale per il 2018, che dovrà essere definito entro dicembre.
Pur nella consapevolezza che si tratta per lo più di risorse già definite dai singoli enti, da cittadino e da professionista coltivo la speranza che l’ottica sistemica venga premiata e che quindi le stesse risorse contribuiscano concretamente allo sviluppo della città.
La città, per non soffocare nei problemi, ha bisogno a mio avviso di respirare profondamente il futuro.
E’ interessante che nel punto dedicato alla riqualificazione urbana compaiano sia misure dedicate ad intere aree e quartieri, sia azioni rivolte ad aspetti del quotidiano, quali ad esempio la manutenzione del manto stradale.
Roma ha bisogno dell’uno e dell’altro aspetto, e spero quindi che le sinergie tra Istituzioni e parti sociali siano proficue, al di là delle singole appartenenze e bandiere.
Per questo, continuerò a seguire l’evoluzione del Tavolo per Roma, qui sul mio blog.
Con l’occasione, per tornare sul tema della riqualificazione urbana, ti segnalo due miei recenti post su alcuni importanti argomenti a livello comunale e regionale:
- il piano di Roma Capitale sul disagio abitativo;
- la nuova legge regionale sulla rigenerazione urbana.
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