Secondo i primi dati del MEF manca la variazione catastale per quasi il 45% degli immobili riqualificati con il superbonus.
Nel Documento di Finanza Pubblica (DFP) 2026 del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) – approvato nel Consiglio dei Ministri del 22 aprile scorso – sono emersi alcuni dati dell’attività di verifica sugli immobili riqualificati con il superbonus.
I primi inviti del Fisco alla variazione catastale erano partiti all’inizio dello scorso anno e il MEF comunica che, al 31 dicembre 2025, sono stati conclusi circa 3.500 pre-controlli, il cui esito è stato il seguente:
- 1.050 immobili regolarizzati;
- 900 immobili da non dover regolarizzare;
- 1.550 da regolarizzare (quasi il 45% del totale).
A tal proposito, il Piano dell’Agenzia delle Entrate per rafforzare l’efficacia dei controlli nel settore catastale prevede, tra il 2026 e il 2028, l’effettuazione di 120.000 verifiche.
La mancata regolarizzazione catastale degli immobili riqualificati con il superbonus non comporta solo il rischio di sanzioni, ma anche problematiche serie nel caso lo si voglia vendere o locare.
Altro aspetto importante relativo alle compravendite di immobili post-superbonus è quello della plusvalenza: su questo, puoi leggere i miei post dedicati.
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