Il report congiunto Banca d’Italia-Istat evidenzia dati interessanti sulla ricchezza costituita dalle abitazioni per le famiglie italiane.
Il 9 maggio scorso la Banca d’Italia e l’Istat hanno pubblicato l’indagine sulla ricchezza di società non finanziarie e famiglie italiane.
Le famiglie italiane
Alla fine del 2017, sono stati 9.743 i miliardi di euro di ricchezza netta delle famiglie italiane, paria a 8,4 volte il loro reddito disponibile.
La principale forma di investimento delle famiglie italiane è stata costituita dalle abitazioni, per un valore di 5.246 miliardi di euro, vale a dire la metà della ricchezza lorda.
L’indebitamento per le famiglie è stato pari a 926 miliardi di euro, inferiore quindi, in rapporto al reddito, rispetto agli altri paesi.
Nel 2017 le attività finanziarie hanno toccato quota 4.374 miliardi di euro, dato in crescita rispetto all’anno precedente, ma con una incidenza sulla ricchezza netta inferiore a quella di altre economie.
Le società non finanziarie
La ricchezza netta delle società non finanziarie, a fine 2017, è stata pari a 1.053 miliardi di euro. Il totale delle attività del settore ammontava a 4.943 miliardi di euro, con il 63% costituito da attività non finanziarie. La componente finanziaria, in crescita dal 2013, nel 2017 ammontava a 1.840 miliardi di euro.
È calato, invece, il valore del patrimonio reale, costituito soprattutto da immobili non residenziali e impianti e macchinari. Il ricorso al finanziamento, tramite titoli e prestiti, è stato di 1.233 miliardi di euro, un valore contenuto nel confronto internazionale.
Le abitazioni
Le abitazioni hanno costituito, a fine 2017, la metà della ricchezza lorda per le famiglie italiane e questo è un dato che il report Banca d’Italia-Istat ha fotografato anche in raffronto con gli anni precedenti.
Tra il 2005 e il 2011 il peso delle abitazioni sul totale delle attività è andato salendo dal 47% al 54%, mentre negli anni successivi è calato, per arrivare al 49% di fine 2017.
La tendenza alla discesa dei prezzi manifestatasi a partire dal 2012 ha provocato una riduzione del valore medio delle abitazioni, con la conseguente contrazione del valore della ricchezza abitativa.
Le attività non finanziarie delle famiglie, a fine 2017, superano di quasi 2 miliardi di euro quelle finanziarie, e questo risultato è dato soprattutto dagli immobili abitativi, che pertanto rimangono un caposaldo della loro ricchezza.
Ciò non toglie che l’aumento della ricchezza netta delle famiglie italiane conteggiato per il 2017 sia dovuto soprattutto alle attività finanziarie, tornate, già dal 2016, oltre i livelli del 2006.
La ricchezza netta, tra l’altro, è tornata a crescere dopo tre anni di cali, per cui l’indagine pubblicata da Banca d’Italia e Istat contiene sicuramente dati positivi per le famiglie, ma il tema delle abitazioni e del loro valore merita assolutamente che l’osservazione continui in maniera costante.
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