E’ stato firmato dal Ministro Cingolani il decreto attuativo che prevede il modulo unico semplificato per il fotovoltaico fino a 200 kW.
Per famiglie e imprese ora è più semplice installare un impianto fotovoltaico con potenza fino a 200 kW.
Nel Decreto Energia era già stata prevista questa possibilità, vale a dire l’innalzamento della soglia di semplificazione da 50 a 200 kW, ma serviva il provvedimento di attuazione.
Ora il decreto c’è, firmato dal Ministro della transizione ecologica, di concerto con il Ministro per gli affari regionali e le autonomie. Entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul sito del MiTE.
L’applicazione del modulo unico semplificato viene estesa “agli impianti solari fotovoltaici su edifici o su strutture e manufatti fuori terra diversi dagli edifici, nonché nelle relative pertinenze, di potenza nominale complessiva fino a 200 kW”.
Con questa procedura online, viene semplificata l’installazione del fotovoltaico, favorendo la comunicazione tra gestori, GSE ed enti locali.
In questo modo, vengono sostituite le autorizzazioni necessarie per mettere i pannelli sugli immobili sopra descritti, con i lavori che ricadono nell’ambito dell’edilizia libera, dato che proprio il Decreto Energia aveva previsto che le opere necessarie venissero considerate di manutenzione ordinaria.
Rimangono escluse le installazioni sugli immobili vincolati, ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. n. 42 del 2004).
E’ comunque possibile l’installazione del fotovoltaico fino a 200 kW laddove “i pannelli siano integrati nelle coperture e non visibili dagli spazi pubblici esterni e dai punti di vista panoramici ovvero nel caso in cui i manti delle coperture siano realizzati in materiali della tradizione locale”.
Al decreto attuativo è allegato il Modello unico, suddiviso in due parti: una da inviare prima dell’inizio lavori, una da inviare alla fine.
Questo ampliamento della semplificazione al fotovoltaico fino a 200 kW costituisce un tassello importante del Decreto Energia e potrà avere conseguenze positive sull’utilizzo di energie rinnovabili da parte di famiglie e imprese, a maggior ragione in questa fase storica estremamente critica.
Tra l’altro, ci potrà essere un ricasco positivo anche per le comunità energetiche, proprio perché la creazione di impianti di una certa potenza potrà essere condivisa più facilmente.
Aggiornamento del 7 settembre 2022
Il decreto è stato pubblicato sul sito del MiTE.
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