La Corte costituzionale ha sentenziato che l’esenzione Imu prima casa va estesa anche al componente la coppia che vive altrove.
La Corte costituzionale il 12 settembre scorso ha emesso la Sentenza 209/2022.
Con essa, la Consulta è intervenuta sul tema dell’esenzione Imu prima casa, dichiarando l’illegittimità delle norme che prevedono la limitazione dell’agevolazione ad un solo componente il nucleo familiare.
Pertanto, la Corte costituzionale si è così espressa: “Nel nostro ordinamento costituzionale non possono trovare cittadinanza misure fiscali strutturate in modo da penalizzare coloro che, così formalizzando il proprio rapporto, decidono di unirsi in matrimonio o di costituire una unione civile”.
Infatti, finora, solo per le coppie di fatto veniva accordato il beneficio, sui rispettivi immobili.
La Consulta ha quindi inteso eliminare quella che essa stessa ha definito una “evidente discriminazione”, volendo tenere conto dell’attuale contesto storico, “caratterizzato dall’aumento della mobilità nel mercato del lavoro, dallo sviluppo dei sistemi di trasporto e tecnologici, dall’evoluzione dei costumi, è sempre meno rara l’ipotesi che persone unite in matrimonio o unione civile concordino di vivere in luoghi diversi, ricongiungendosi periodicamente, ad esempio nel fine settimana, rimanendo nell’ambito di una comunione materiale e spirituale”.
Con la verifica sulle leggi n. 201 del 2011 e n. 147 del 2013, il riferimento al nucleo familiare – che finora impediva l’esenzione Imu prima casa nel caso in cui uno dei due coniugi o uniti civilmente risiedesse in un immobile ubicato altrove – è stato dichiarato illegittimo.
Nel ristabilire il diritto all’esenzione per ogni abitazione principale delle persone sposate o unite civilmente, la Corte costituzionale ha comunque specificato che la Sentenza non dichiara la possibilità dell’agevolazione per quelle che invece sono definibili come seconde case.
In questo senso, la Consulta afferma che i comuni e le altre autorità preposte sono responsabilizzate ad attuare i controlli necessari, che “la legislazione vigente consente in termini senz’altro efficaci”.
Alla luce della Sentenza 209/2022, adesso possono aprirsi prospettive di rimborso dell’Imu versata per le persone sposate o unite civilmente che rientrano nelle casistiche descritte sopra. Tali operazioni vanno calibrate in base ai Comuni di residenza, verificando se siano stati avviati accertamenti o procedure in tal senso.
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