A Centocelle procede la sperimentazione dell’Enea su sistemi di smart home per l’accrescimento della consapevolezza energetica.
L’Enea, con progetti finanziati dal Ministero dello Sviluppo Economico, sta portando avanti a Centocelle, nella Capitale, una sperimentazione avente come obiettivo la riduzione dei consumi finali di energia (elettrica e termica) dei consumatori domestici, attraverso un percorso di crescita di consapevolezza energetica.
Il tema mi è sembrato interessante, sia perché il progetto sta procedendo in una zona urbanistica di Roma, sia perché, in generale, il rapporto tra efficienza energetica e immobiliare è sempre più attuale e denso di sviluppi positivi, anche riguardo alla valorizzazione del patrimonio, sia pubblico che privato.
Per approfondire la conoscenza dei progetti Enea, ho intervistato due ricercatrici dell’Agenzia, le dottoresse Claudia Meloni e Sabrina Romano, che ringrazio sentitamente per la disponibilità.
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Quali sono gli obiettivi e la tempistica dei progetti a Centocelle?
I progetti di ricerca e sviluppo che ENEA sta attuando in ambito smart cities and communities prevedono anche una fase di sperimentazione che per alcune soluzioni mature è stato possibile testare in un contesto reale urbano, al fine di validare in maniera più efficace le soluzioni implementate. In particolare a Centocelle nel 2017-19 sono state testate soluzioni di smart homes e smart communities e nel 2021 saranno validate alcune soluzioni di smart homes e energy communities, attraverso due progetti finanziati dal MISE nell’ambito del Piano Triennale 19-21 sulla Ricerca di Sistema Elettrico.
Gli obiettivi finali riguardano lo sviluppo di metodologie e soluzioni smart integrate per la gestione dei servizi urbani in settori tra i quali edifici terziari, abitazioni, servizi urbani energivori come illuminazione pubblica, mobilità, ecc.
Come mai è stata scelta Centocelle come ambito territoriale?
Centocelle e il distretto di Roma est è stato scelto perché era già in corso una attività di ingaggio dei cittadini da parte di un nostro partner di ricerca, LabGov della LUISS, con notevole esperienza in processi co-governance e co-design.
Quanti cittadini hanno partecipato, per quanti immobili e/o condomini?
La prima sperimentazione ha interessato 10 famiglie dislocate in 10 immobili differenti sparsi nel quartiere.
Quali sono state le ricadute del progetto smart home?
Il progetto Smart Home, almeno nella fase iniziale, ha avuto l’obiettivo di coinvolgere gli utenti residenziali per aiutarli a comprendere i propri consumi e a famigliarizzare con le nuove tecnologie digitali.
Qual è stato l’impatto del progetto smart home sui partecipanti/abitanti?
I partecipanti alla sperimentazione hanno aderito volentieri alla sperimentazione e nei primi mesi del progetto hanno ridotto i proprio consumi di circa l’8% riducendo sprechi e mostrando, in generale, una maggiore attenzione e consapevolezza nell’uso dell’energia.
Cosa vi proponete riguardo alla comunità energetica a Centocelle?
Attualmente non si è ancora configurata una vera e propria comunità energetica a Centocelle, sicuramente le famiglie che hanno partecipato alla prima sperimentazione potrebbero essere il primo nucleo di una comunità energetica da costruire a Centocelle, anche grazie al coinvolgimento di nuovi utenti.
Quali realtà saranno coinvolte, tra pubbliche e private?
Saranno coinvolti cittadini provati e associazioni di quartiere.
Le tecnologie adottate nel progetto che costi hanno (commisurati ad un appartamento e/o a un condominio)?
Le tecnologie adottate nella sperimentazione sono in parte costituite da sensori commerciali ma integrate da un gateway che non è ancora in commercio, trattandosi di un prototipo sperimentale. Quindi se si parla di costi, possiamo dire che sono sicuramente contenuti, inferiore a 50 € a sensore, pertanto il costo complessivo dipende da quanti sensori si intende installare. Nelle abitazioni di Centocelle, abbiamo installato un numero elevato di sensori in ogni stanza per monitorare sia i consumi che il confort, in questo caso i costi sono comunque rimasti al di sotto del migliaio di euro.
Qual è il rapporto tra le soluzioni tecniche adottate e gli incentivi fiscali?
La soluzione adottata da Enea, nella sperimentazione condotta, aveva come obiettivo principale quello di fornire delle indicazioni per incrementare la consapevolezza energetica dell’utente finale anche fornendo delle indicazioni ad hoc per ogni singolo utente così da guidarlo a ridurre i propri consumi ed il proprio impatto sull’ambiente.
Attualmente in commercio ci sono molte soluzioni per la gestione energetica della propria abitazione, per le quali si ha diritto alla detrazione Irpef del 65%. Mi riferisco in particolare all’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda o climatizzazione delle unità abitative.
Quali sono le buone prassi e quali invece le criticità che man mano state riscontrando sul piano culturale/informativo?
Come ho già accennato, il progetto è riuscito nel suo intento di coinvolgimento e partecipazione degli utenti residenziali, riuscendo a indurre piccoli cambiamenti nelle routine quotidiana delle famiglie ingaggiate. Non abbiamo riscontrato criticità particolari, forse solo un’iniziale titubanza legata al timore di perdita di privacy e la necessità di abituarsi all’uso di una tecnologia nuova.
Un gruppo di cittadini interessati a creare una comunità energetica quali strategie dovrebbe adottare per implementarla? Concretamente, quale iter dovrebbero seguire?
Il quadro regolatorio nazionale è ancora in fase di definizione; il vigente decreto Milleproroghe stabilisce alcuni requisiti minimi che una comunità deve avere per potersi costituire in comunità energetica (ad es. impianti da fonti rinnovabili con potenza superiore a 200 kW): è necessario attendere ulteriori strumenti normativi che recepiscano in maniera puntuale le Direttive RED II e EMD II.
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L’Enea sta portando avanti un progetto di ricerca e sperimentazione, ma in un campo reale, composto da cittadini e famiglie.
Come emerso dall’intervista, si tratta di un percorso che sta dando i primi frutti e, aspetto interessante anch’esso, sta portando nuova consapevolezza, anche sul piano culturale, sul tema dell’efficientamento energetico e dei consumi familiari.
In un webinar dello scorso mese di giugno, in cui veniva descritto anche il progetto di cui sopra, una cittadina di Centocelle che ha partecipato alla prima fase di sperimentazione ha testimoniato infatti la propria soddisfazione, non solo sulla questione del risparmio, ma anche per la gestione familiare complessiva e le ricadute sullo stile di vita.
Stiamo vivendo, tra l’altro, una fase storica particolare, in cui siamo da poco reduci dal periodo di lockdown dovuto all’emergenza sanitaria, per cui il tema della vivibilità e dell’efficienza delle nostre case ha avuto, per così dire, una sollecitazione piuttosto forte.
Sarà mia cura, come sempre, seguire l’andamento di questo progetto a Centocelle, per cui, quando emergeranno nuovi spunti teorici e pratici, li racconterò qui sul mio blog.
Sul tema della valorizzazione immobiliare, ti segnalo un mio post dell’aprile scorso, in cui descrivo quanto hanno espresso sul tema Fiaip, I-Com e la stessa Enea.
Sulle comunità energetiche, infine, in coerenza con quanto detto sopra dalle ricercatrici sul Milleproroghe, ti invito a leggere il mio post sull’iniziativa adottata dalla Regione Lazio.
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