Sono diverse le tipologie di inquilini che possono detrarre i canoni di locazione abitativa e in questo post riassumo la situazione attuale.
A seguire, ti offro il punto, in vista della prossima dichiarazione dei redditi, su chi può detrarre e quanto dei canoni di locazione pagati per immobili adibiti ad abitazione principale.
Le detrazioni di cui leggerai le descrizioni da qui in poi sono comprese negli articoli 15 e 16 del TUIR – Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 917 del 22/12/1986).
Contratti a canone libero
Per gli inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale ai sensi della Legge 431/1998 la detrazione è pari:
- a euro 300 se il reddito complessivo non supera euro 15.493,71;
- a euro 150 se il reddito complessivo supera euro 15.493,71 ma non euro 30.987,41.
Se il reddito complessivo supera euro 30.987,41 non spetta alcuna detrazione.
La detrazione va calcolata in base al periodo dell’anno in cui l’immobile è destinato ad abitazione principale e al numero dei cointestatari del contratto di locazione.
Contratti a canone concordato
Per gli inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale – i cui contratti di locazione sono stati stipulati o rinnovati secondo quanto disposto dall’art. 2, comma 3, e dall’art. 4, commi 2 e 3 della Legge 431/1998 – la detrazione spettante è di:
- euro 495,80 se il reddito complessivo non supera euro 15.493,71;
- euro 247,90 se il reddito complessivo supera euro 15.493,71 ma non euro 30.987,41.
Se il reddito complessivo è di oltre 30.987,41 euro, non spetta alcuna detrazione.
Anche in questo caso, la detrazione va calcolata in base al periodo dell’anno in cui l’immobile è destinato ad abitazione principale e al numero dei cointestatari del contratto di locazione.
Giovani di età compresa tra i 20 ed i 30 anni
Ai giovani di età compresa fra i 20 e i 30 anni, con reddito complessivo non superiore ad euro 15.493,71, che stipulano un contratto di locazione ai sensi della Legge 431/1998 per l’unità immobiliare da destinare a propria abitazione principale, spetta per i primi tre anni dalla stipula del contratto la detrazione di euro 991,60, in base ai giorni dell’anno in cui l’immobile è stato adibito ad abitazione principale ed alla percentuale di spettanza della detrazione.
L’immobile affittato deve essere diverso dall’abitazione principale dei genitori o di coloro cui sono affidati dagli organi competenti ai sensi di legge.
Lavoratori dipendenti fuori sede
Ai lavoratori dipendenti che hanno trasferito o trasferiscono la propria residenza nel comune di lavoro o in uno di quelli limitrofi nei tre anni antecedenti quello di richiesta della detrazione, e siano titolari di contratti di locazione di unità immobiliari adibite ad abitazione principale degli stessi e situate nel nuovo comune di residenza, a non meno di 100 chilometri di distanza dal precedente e comunque al di fuori della propria regione, spetta una detrazione, per i primi tre anni, complessivamente pari a:
- euro 991,60 se il reddito complessivo non supera euro 15.493, 71;
- euro 495,80 se il reddito complessivo supera euro 15.493,71 ma non euro 30.987,41.
Se il reddito complessivo è superiore a euro 30.987,41, non spetta alcuna detrazione.
Come sopra, la detrazione va calcolata in base al periodo dell’anno in cui l’immobile è destinato ad abitazione principale e al numero dei cointestatari del contratto di locazione.
Studenti universitari fuori sede
Le spese sostenute dagli studenti universitari iscritti ad un corso di laurea presso una università situata in un Comune diverso da quello di residenza per canoni di locazione derivanti da contratti di locazione stipulati o rinnovati ai sensi della Legge 431/1998.
La detrazione del 19% spetta anche per i canoni relativi ai contratti di ospitalità e per gli atti di assegnazione in godimento o locazione, stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fini di lucro e cooperative. Per fruire della detrazione, l’università deve essere ubicata in un Comune distante almeno 100 chilometri dal Comune di residenza dello studente e, comunque, in una Provincia diversa oppure nel territorio di uno Stato membro dell’Unione europea o in uno degli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo con i quali sia possibile lo scambio di informazioni.
L’importo da indicare non può essere superiore a euro 2.633,00, per cui la detrazione massima è pari a euro 500,27. La detrazione spetta anche se tali spese sono state sostenute per i familiari fiscalmente a carico.
Ulteriori iniziative
Quelle indicate finora sono le detrazioni attualmente previste in generale per i contribuenti che ne hanno diritto.
Per eventuali iniziative locali di sostegno al pagamento dei canoni di locazione in seguito all’emergenza dettata dal COVID-19, ti invito a consultare i canali informativi del Comune e della Regione in cui risiedi.
Con l’occasione, segnalo che il decreto Cura Italia prevede un credito d’imposta per i canoni di locazione di negozi e botteghe: su questo, puoi leggere il mio post dedicato.
Aggiornamento del 7 gennaio 2022
Nella Legge di Bilancio 2022 sono state introdotte misure ampliative delle detrazioni Irpef per i giovani: su questo puoi leggere il mio post dedicato.
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