Il 6 maggio scorso è stata presentata la piattaforma web Italian Smart Cities.
Promossa dall’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) tramite il suo Osservatorio Smart City, si tratta della raccolta dei progetti di innovazione urbana portati avanti dai Comuni italiani, allo scopo di far conoscere le idee e le esperienze in atto nelle città, per creare reti e replicabilità.
Il portale ad oggi raccoglie 1222 progetti, in 105 Comuni, per un totale di quasi 4 miliardi e mezzo di Euro investiti. Inoltre, la popolazione raggiunta è pari a più di 13 milioni di cittadini.
Il sito, di facile consultazione, contiene le schede progettuali dei Comuni italiani coinvolti, con una suddivisione in otto tematiche: l’energia, la tutela del territorio, la mobilità, il governo condiviso, l’innovazione gestionale, l’economia, la cittadinanza e la vivibilità.
Lo strumento sarà utile per i cittadini, in termini di trasparenza delle Amministrazioni e permetterà alle stesse di replicare le buone pratiche, favorendo la partnership tra città per realizzare progetti di interesse comune, oltre che la ricezione di proposte da parte di imprese ed enti di ricerca, in base a quanto e come i Comuni stanno lavorando su determinate tematiche.
Le singole schede progettuali sono semplici da consultare e contengono:
- la descrizione (analitica e per parole chiave),
- data di avvio e di conclusione del progetto e stato di avanzamento,
- i destinatari,
- l’impatto (ambientale, sociale ed economico),
- la partnership,
- le fonti di finanziamento,
- le condizioni di replicabilità,
- la documentazione,
- i recapiti del referente di progetto.
Per il Presidente dell’ANCI Piero Fassino, Italian Smart Cities deve “offrire ai Comuni un quadro di riferimento ed un supporto alla realizzazione concreta dei progetti di Smart Cities”, che consenta loro di “valutare bene le proposte ricevute dalle imprese, definendo le priorità ed assegnando al meglio le risorse disponibili così da avere il miglior ritorno economico possibile”.
L’ottica, per il portale, dovrà quindi essere non tanto quella di mostrare l’esistente, quanto piuttosto di costituire un punto di partenza per arrivare ad una consapevolezza globale delle risorse, per evitare la frammentazione progettuale e finanziaria, anche alla luce di quanto può essere investito tramite la programmazione dei Fondi Europei.
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