Tor Marancia è il quartiere popolare di Roma che di recente è stato trasformato e colorato da 18 opere di street art, nell’ambito del progetto Big City Life.
Seth, Matteo Basilè, Jerico e altri 16 artisti – italiani e internazionali – hanno creato le loro opere di street art sulle palazzine del Lotto 1 di Tor Marancia, al civico 63.
L’attuale configurazione urbanistica di Tor Marancia ha origine dal 1948, quando le “case minime” fecero posto alle case popolari, in base alla legge De Gasperi per il risanamento delle borgate. Fino ad allora il quartiere era denominato “Shanghai”, a causa degli allagamenti che si verificavano quando pioveva forte.
L’inaugurazione dei murales è avvenuta il 9 marzo scorso, disvelando il percorso progettuale che ha visto collaborare concretamente pubblico e privato. Big City Life è infatti un progetto promosso e cofinanziato dall’associazione 999Contemporary, dalla Fondazione Roma, dal Comune di Roma, in condivisione con l’ATER (l’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale del Comune) e con il patrocinio del Municipio VIII.
Il budget di spesa di 166.000 Euro è stato così suddiviso:
- € 91.000 erogati da 999Contemporary (di cui € 35.000 messi a disposizione dallo sponsor tecnico Sikkens, con materiali e vernici di qualità);
- € 45.000 messi in campo dalla Fondazione Roma (tramite la diramazione “Arte-Musei”);
- € 30.000 a carico del Comune di Roma, tramite il bando “Roma Creativa”.
Altri numeri interessanti sono quelli del lavoro svolto: più di 750 litri di vernice speciale, quasi 1.000 bombolette spray, 18 murales per 145 metri quadrati ciascuno di estensione, il tutto a cura dei 19 artisti. E tre nuovi murales sono in lavorazione.
Il lavoro di elaborazione dei murales ha visto la nascita e lo sviluppo di un rapporto tra artisti e residenti, anziani e giovani: questi ultimi, in particolare, hanno anche partecipato numerosi ai laboratori tenuti dagli street artists. Ed evidentemente questo rapporto ha giovato all’ispirazione e alla realizzazione delle nuove facciate. Così, ad esempio, è nata e si è sviluppata l’opera di Diamond, di scuola romana, che ha realizzato “Hic sunt adamantes”, dedicato ai residenti del quartiere.
Ho visitato di persona il quartiere, per ammirare da vicino la trasformazione in atto. Mi ha fatto da “Cicerone” Stefano Antonelli, uno dei curatori progettuali di 999Contemporary. Camminando tra i palazzi, gli ho chiesto alcuni aspetti particolari del progetto.
La street art è un genere o cosa?
Street art è una sintesi necessaria per distinguere una cosa da un’altra in fase divulgativa. La chiamiamo street art, ma è arte contemporanea, come tutte le altre. Street art è un’etichetta che serve a capire il genere di intervento artistico, e anche il genere di filosofia ed etica che si porta appresso.
Perché a Tor Marancia?
Tor Marancia è stata scelta da noi, in collaborazione con il Municipio VIII. Il presidente del Municipio, Andrea Catarci, vede questo progetto come opportunità di riqualificazione, noi lo vediamo come opportunità di collocare l’arte nella città. Le due cose quindi si incontrano in un circolo virtuoso. In questa ottica Catarci ci segnalò Tor Marancia, come luogo, di case popolari, che aveva bisogno di uscire dall’immobilismo. E iniziative come questa possono scuotere l’immobilismo. Niente di più. Perché poi la questione artistica ce la dirà il futuro: bello o non bello, piace o non piace, non ci sono verità assolute. Si tratta di sbloccare qualcosa con una cosa leggera.
Qual è il percorso del progetto?
Quando siamo arrivati qui, abbiamo creato un muro pilota (“Il peso della storia”). Fatto questo, abbiamo incontrato le persone, i ragazzi di qui. Da quel muro, abbiamo pensato di proseguire, chiedendo l’aiuto dei ragazzi, dei residenti. Loro si sono costituiti in associazione (“Rude”) e sono i proprietari delle opere. I palazzi sono dell’Ater, le opere sono dell’associazione. Cureranno le visite, la promozione. Fino a che non abbiamo iniziato a gennaio, le persone di qui non avevano idea di cosa sarebbe successo. Questo era un posto immobile, dal 1949. Domenica scorsa qui non potevi camminare: visitatori, fotografi, curiosi.
E le persone che abitano qui come hanno reagito?
In generale i residenti hanno risposto bene, qualcuno non è stato d’accordo, e ci può stare. Qualcuno ci ha detto “E adesso? E mò?”. Ma durante i lavori, i residenti ci hanno offerto caffè, pranzo, ci hanno fatto attaccare la corrente. Ma il gesto più grande da parte loro è stato quello di sopportare il rumore degli elevatori, l’invasione del loro spazio. E adesso sono in cantiere tre nuove opere.
Quali sono le prospettive?
Vedremo cosa succede, dato che non ci sono esperienze simili. Il posto si è riempito di visitatori e quindi lo attrezzeremo per loro: apriremo un bookshop, riaprendo lì dove ci sono adesso serrande chiuse, sul Viale. Abbiamo chiesto all’Ater un anno di gestione gratuita, e sarà un bookshop, come nei musei. Installeremo una segnaletica museale, organizzeremo le visite. Ad esempio, ci ha già cercato un’azienda di Milano per organizzare una visita per i propri dipendenti. Poi stiamo dando le competenze ai ragazzi dell’associazione, per fare le opere nei lotti accanto, affinchè siano autonomi. Così potranno chiamare gli artisti, affittare i mezzi, e così via, il tutto autonomamente, per continuare in linea con quanto già realizzato.
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Ringrazio Stefano Antonelli per la disponibilità.
Big City Life per me è un progetto veramente interessante, in quanto unisce molteplici aspetti, dall’arte all’urbanistica, dalla vita sociale al coinvolgimento di pubblico e privato. E c’è un forte coinvolgimento dei più giovani, che si stanno preparando a dare continuità e sviluppo a questa esperienza. L’inaugurazione è avvenuta neanche un mese fa e adesso sembra essere già tempo di progettare ed elaborare cose nuove, qui a Tor Marancia, perché c’è chi vuole continuare a “scuotere l’immobilismo”.
- Moneyless – “Il vento”
- Mr. Klevra – “Nostra signora di Shanghai”
- Pantonio – “Il ponentino”
- Philippe Baudelocque – “Elisabetta”
- Reka – “Natura morta”
- Satone – “Cascata di parole”
- Seth – “Il bambino redentore”
- Alberonero – “A Carlo Alberto 93 colori”
- Caratoes – “Welcome to Shanghai”
- Clemens Behr – “No title”
- Danilo Bucchi – “Assolo”
- Diamond – “Hic sunt adamantes”
- Domenico Romeo – “Alme sol invictus”
- Gaia – “Spettacolo, rinnovamento, maturità”
- Jaz – “Il peso della storia”
- Jerico – “Distanza uomo natura”
- Lek & Sowat – “Veni vidi vinci”
- Matteo Basilè – “Ordine e disordine”























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