La Puglia è la prima regione italiana a dotarsi di un Piano Paesaggistico, in base ad una norma del Codice dei Beni culturali e del paesaggio del 2004 (D. Lgs. 42/2004).
Il 16 gennaio 2015, a Roma, il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, insieme alla Vicepresidente e Assessore alla Qualità del Territorio Angela Barbanente, ha sottoscritto il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR) della Puglia con il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini.
Il PPTR diventerà operativo entro trenta giorni dalla firma d’intesa, con approvazione definitiva della Giunta regionale.
La definizione di Piano Paesaggistico Territoriale sottende l’interpretazione del paesaggio quale bene patrimoniale sul quale fondare le prospettive di un diverso sviluppo del territorio regionale. Questo, in coerenza con le “Dichiarazioni programmatiche per il governo della Regione Puglia”, presentate dal Presidente della Giunta al Consiglio regionale nel giugno 2005, che impegnavano all’avvio di “un nuovo ciclo di sviluppo attraverso la valorizzazione delle risorse materiali e immateriali, costituite da donne, uomini, giovani, e dai beni ambientali e culturali del territorio (…)”.
Il nuovo ciclo deve investire tutti i settori produttivi, con particolare attenzione:
- al settore agricolo, per il quale il programma prevede un nuovo modello di sviluppo basato non solo su una migliore produzione, ma soprattutto sulla capacità di cogliere le opportunità offerte dalle politiche di tutela e salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio;
- al turismo, per il quale prefigura un rilancio incentrato sulla tutela dell’ambiente, la valorizzazione del patrimonio culturale e l’integrazione nell’area del Mediterraneo.
Da questa accezione del Piano conseguono almeno tre caratteri rilevanti del processo e dei contenuti della pianificazione:
l’ampia partecipazione pubblica che ha accompagnato l’elaborazione del Piano;- la compresenza della disciplina di tutela dei beni paesaggistici ai sensi del Codice e di scenari, progetti e azioni di valorizzazione e riqualificazione paesistico-ambientale dell’intero territorio regionale, come il riconoscimento di 16 ecomusei di interesse regionale, i protocolli di intesa con i comuni per la riqualificazione delle aree costiere, i programmi di rigenerazione urbana e territoriale, in coerenza con il patto-città campagna per contrastare il consumo di suolo;
- la discontinuità rispetto a una concezione della pianificazione del paesaggio quale adempimento a disposizioni normative statali, ereditata dal piano paesaggistico vigente (il PUTT/Paesaggio approvato nel 2001 in attuazione della legge 431/1985 a seguito di una diffida e del rischio di commissariamento ministeriale).
Il Piano si compone di tre parti:
- il quadro conoscitivo, attraverso l’Atlante del Patrimonio, fornisce la descrizione, interpretazione e rappresentazione identitaria dei paesaggi della Puglia, relativa all’intero territorio regionale e a ciascuno degli 11 ambiti paesaggistici nei quali esso è articolato;
- lo scenario strategico, che comprende l’insieme delle strategie volte a migliorare la qualità del paesaggio regionale, contrastare i processi di degrado, favorire la fruizione socioeconomica degli elementi patrimoniali identitari;
- i beni paesaggistici tutelati dal Codice e gli ulteriori contesti paesaggistici, sottoposti a specifiche disposizioni articolate in indirizzi, direttive, prescrizioni, misure di salvaguardia e utilizzazione, linee guida e raccomandazioni.
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